Progetto politico

Franco Marinotti

Membro co-fondatore dei Verdi Liberali Ticino
Co-vicepresidente Numes Ticino

Nato a Sorengo nel 1953, domiciliato Castagnola-Lugano.

Da liberale, sostengo:

  • Il riposizionamento e rafforzamento di un centro liberaldemocratico progressista e riformista, flessibile ed aperto;
  • Il recupero dei principi fondanti del liberalismo inteso come metodo, con funzione di contenimento alla polarizzazione ed alla radicalizzazione della politica;
  • Il liberare l‘economia dagli abusi derivanti dalla concentrazione dei poteri forti, dalla supremazia delle lobby, dei cartelli e dei capitali finanziari, frutto di una concezione capitalistica di stampo liberista, antitetica al concetto liberale di libero mercato, di concorrenza leale;
  • La gestione dell’economia e della politica mediante strategie di glocalizzazione, attivando misure di accompagnamento quale correttivi agli effetti distorsivi della globalizzazione sui mercati domestici;
  • Favorire politiche di investimenti in economia reale, stimolando il rafforzamento di un sistema produttivo responsabile e sostenibile, distanziandosi  da un capitalismo improntato sul solo reddito individuale privo di benefici per la collettività ;
  • Il rafforzamento di istituzioni solide e indipendenti;
  • La difesa delle pari opportunità, l’accesso all’istruzione;
  • La salvaguardia dell’ambiente

Dei Verdi Liberali mi affascina la chiara ed inequivocabile presa di posizione nei confronti del rispetto dell’ambiente quale meccanismo fortemente “liberale” di sintesi tra la gestione del contesto economico, sociale e naturale.

Sono necessarie strategie e visioni di lungo periodo, anche in termini di mobilità sostenibile e gestione ottimale del territorio che mirino ad incentivare un graduale  cambiamento delle abitudini anche per il tramite di una moderna fiscalità ecologica che ne incentivi i processi.

Condivido inoltre le visioni verdi liberali in ambito di apertuta nei confronti dell’Europa; indipendentemente dalle questioni di appartenenza o non appartenenza all’Unione, è ora che la Svizzera inizi a giocare senza timori il suo ruolo in Europa, un ruolo forte e trainante che perfettamente le compete e che essa è in grado di sostenere in quanto esempio di democrazia politica e sociale già da lungo tempo applicata e parte integrante del proprio modello. L’Europa tutta ne trarrebbe vantaggio e la Svizzera di riflesso.

 

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