I Verdi liberali e la congiunzione – L’opinione di Franco Marinotti

Articolo ripreso dal Corriere del Ticino del 26.08.15

Alcuni chiarimenti ritengo vadano fatti sulle motivazioni che hanno spinto i Verdi liberali Ticino (così come citate da Rocco Bianchi nella sua cronaca sulle elezioni federali 2015 sul Corriere del Ticino del 18 agosto) a congiungersi con il PPD. Tengo a sottolineare che alla base di questa decisione ci sono motivazioni di natura tecnica e strategica. È un dato di fatto che Il sistema elettorale odierno penalizzi i piccoli partiti, e da qui dunque nasce la necessità di concludere delle congiunzioni di lista con altri partiti. I Verdi liberali tengo a precisare sono e rimangono un partito di centro e dunque l’accordo con il PPD in quanto tale si fonda sulla condivisione comune di voler rafforzare questo centro. Il PVL ha una forte anima ambientalista ed è orientato a soluzioni concrete e pragmatiche sia a livello cantonale che nazionale per favorire l’equilibrio tra ambiente, economia e società.
In pratica i principi dello sviluppo sostenibile, concetto questo molto presente in tutti gli ambiti dei nostri reciproci programmi. È per noi perciò essenziale una condivisione di questi valori.
In merito invece alle asserzioni che «dietro questa scelta ci sia la mano del partito nazionale» posso solo dire che da un lato il partito verde liberale Ticino è fortemente integrato nella realtà locale ticinese, e da un altro fa parte di una struttura nazionale più allargata ed in quanto tale rientra perfettamente nella normalità quella di condividere scelte strategiche a tutti i livelli. La nostra decisione è stata valutata positivamente dal partito nazionale. La scelta tecnico-strategica della congiunzione ha purtroppo portato al «declino al gentile invito» della sinistra. Posso però confermare che condividiamo, a seguito dei colloqui portati avanti, buona parte di quelle scelte programmatiche nell’ambito soprattutto dell’ambiente, della mobilità e del territorio.
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Il Gottardo che divide PPD e Verdi liberali. Franco Marinotti minimizza, «non sarà un tema centrale della campagna elettorale»

Articolo ripreso da Ticinolibero.ch

Il presidente dei Verdi Liberali spiega la scelta di congiunzione con il PPD. «Condividiamo il modo di fare politica. Le congiunzioni sono tecniche e strategiche, non ideologiche». E smentisce direttive dalla direzione nazionale

BELLINZONA – Quella fra PPD e Verdi Liberali è stata l’ultima congiunzione in ordine di tempo a venir annunciata. Sino a poche ore prima, i rumors davano il partito di Franco Marinotti vicino ad allearsi con i socialisti, poi un comunicato congiunto con i pippidini ha annunciato la decisione presa. Come mai, dunque, i Verdi Liberali hanno optato per un partito centrista come loro ma con cui vi sono alcune divergenze evidenti, in primis quella sul raddoppio del Gottardo? Per scoprirlo, abbiamo contattato Franco Marinotti.

Voi e il PPD affermate di essere d’accordo su molte questioni, non però sul raddoppio del Gottardo. Non è un tema importante?
«Le congiunzioni non sono tematiche, ma tecniche e strategiche. Con tutti coloro con cui abbiamo discusso, per esempio i socialisti, c’erano argomenti condivisi ed altri no, basandosi su questo criterio non ci si sarebbe congiunti con nessuno. Il Gottardo è un tema fondamentale ma digerito e risolto a livello politico e parlamentare: toccherà al popolo decidere, e non sarà dunque un tema strategico per le elezioni nazionali. Quando sarà il momento si farà la campagna per questo, non capisco la liaison che lei evidenzia. Vi sono anche altri temi sull’ambiente. Il nostro non è un matrimonio, continueremo a portate avanti senza remore la battaglia contro il secondo tubo. La campagna non si ferma certo perché ci siamo alleati col PPD, è la prima cosa che abbiamo chiarito con Filippo Lombardi e il suo partito».

Il vostro partito non presenta nessuno per la corsa agli Stati, sosterrete Lombardi oppure opterete per candidati “anti-raddoppio” come possono essere Savoia o Malacrida?
«Parlare solo del raddoppio del Gottardo è riduttivo, la nostra è una strategia a più ampio respiro, anche futuro. Non saprei cosa risponderle, non vedo oltretutto l’utilità di questa domanda».

Cosa vi ha “offerto” il PPD più del PS?
«Abbiamo deciso di non congiungerci col PS perché non avremmo avuto nessun tipo di vantaggio strategico e tecnico, non ci sarebbero stati ritorni importanti. Col PPD invece vediamo un discorso su più ampia scala a livello nazionale e parlamentare: i due partiti hanno fatto gruppo dal 2003 al 2007, combattendo assieme diverse battaglie parlamentari. Ci sono temi che condividiamo con loro, sono posizionati al centro come noi, sono attenti all’ambito ambientale, declinano società e ambiente e sono pragmatici. Ravvisiamo delle vicinanze di politica programmatica, sia cantonale che nazionale».

Il PPD schiera però candidati con posizioni molto lontane da quelle ambientaliste, come Fabio Regazzi, sicuramente più distanti dei vostri temi rispetto per esempio a Marina Carobbio…
«Non siamo sposati col PPD. Anche loro hanno delle insofferenze su alcuni temi, così come sarebbe successo col PS. Non sono state fatte scelte sulla base contenutistica o ideologica. Se dovessimo guardare solo la pura ideologia, ci sarebbero state differenze più marcate col polo di sinistra. Poi che il PPD a mio avviso in Ticino faccia talvolta politica in modo troppo di destra, o spostato verso destra, non è un motivo per non fare la congiunzione».

Vi siete congiunti soprattutto perché è partita una direttiva in tal senso a livello nazionale?
«Smentisco quanto già si vociferava ieri. Non sono arrivate direttive, noi siamo la sezione cantonale di un partito nazionale. In un ambito che è quello delle elezioni nazionali secondo me è serio operare una strategia a livello globale, ma non abbiamo ricevuto nessun tipo di diktat. Abbiamo parlato con la direzione nazionale, con cui è comunque più che logico che si discuta. Sono state fatte delle ipotesi, e confermo che il partito nazionale riteneva più interessante una congiunzione col PPD a livello strategico e globale, dato che c’è con loro una collaborazione, rispetto ad una col PS. Ma non si tratta di direttive, i Verdi Liberali non sono gestiti in quel modo».

Molti sostengono che Savoia (e i Verdi) si siano spostati a destra, verso la Lega. Chi è più di sinistra in Ticino, i Verdi o i Verdi Liberali?
«Noi siamo di centro, e miriamo a costruire un polo progressista che abbia come centro l’ambiente. Non penso sia una questione di collocarsi più a destra o più a sinistra. I Verdi non sono solo Sergio Savoia, bensì un piccolo grande partito con varie correnti e persone con politiche diverse. Per ciò che concerne Savoia, porta avanti dei temi su molti dei quali c’è condivisione (e parlo a livello personale), ma con un atteggiamento talmente populista da apparire di destra, o quanto meno un populista. Sembra, oppure è davvero così, che lo faccia per meri scopi elettorali».

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Votazioni federali 14 giugno 2015

Il comitato dei verdi liberali Ticino vi presenta con piacere i consigli di voto per la votazione cantonale e federale il 14 giugno 2015.

Decreto Federale «diagnosi preimpianto» (SI) – votazione federale

SI perché la disposizione costituzionale sulla diagnostica preimpianto rappresenta uno sviluppo commisurato della medicina della procreazione in Svizzera, e lo Stato non deve dunque sostituirsi alle decisioni etiche che rientrano nelle responsabilità individuali del genitore.

Nazionale: Iniziativa popolare «sulle borse di studio» (NO) – votazione federale

NO perché l’iniziativa non è conforme al sistema educativo federalistico e comporterebbe per molti Cantoni e la Confederazione spese supplementari assai elevate. I Verdi liberali Ticino respingono chiaramente il travaso delle competenze sulle borse di studio dai Cantoni alla Confederazione.

Nazionale: Iniziativa popolare «tassare le eredità milionarie» (NO) – votazione federale

NO perché una tripla imposizione in materia d’imposte sul reddito, sul patrimonio e sulle successioni è eccessiva e incide in particolare sulla questione della successione delle PMI.

Federale: Modifica della legge federale sulla radiotelevisione, LRTV (SI) – votazione federale

Nonostante le perplessità sulla “doppia” riscossione del canone imposto alle aziende e ai loro dipendenti, i verdi liberali Ticino sono per il SI alla modifica della legge al fine di garantire il finanziamento e di conseguenza l’indipendenza del servizio pubblico nell’interesse della divulgazione della cultura Svizzera ed in particolare dell’offerta radiotelevisiva in Ticino e del suo mandato di promozione della culturale locale.

Cantonale: Iniziativa «salviamo il lavoro in Ticino» (NO) – votazione cantonale

Nonostante l’obbiettivo di garantire salari dignitosi sia pienamente condiviso, siamo dell’avviso che malgrado lo stato di assoluta emergenza la proposta dell’iniziativa sia tuttavia eccessiva e di difficile attuazione. I verdi liberali Ticino ritengono che bisogna per contro insistere maggiormente sul rafforzamento della concertazione sociale caratteristica essenziale del successo negli anni del “modello-Svizzera” e che non sia compito dello Stato imporre indici salariali di settore bensì quello di incentivare ed accompagnare le aziende e le parti sociali a stipulare i CNL e CCL, e pertanto si consiglia il NO.

Cantonale: Ecoincentivi (SI) – votazione cantonale

SI. Pur riconoscendo la validità di alcuni temi presentati dai referendisti, siamo a favore degli ecoincentivi in quanto sono da considerarsi quale passo nella direzione della mobilità sostenibile da noi fortemente perseguita.

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‘I ticinesi non vogliono cambiare’ – La Regione Ticino 08/05/2015

*Riprendo un intervista fattami da Aldo Bertagni e pubblicata su ‘La Regione Ticino dell 8 maggio 2015.

di Aldo Bertagni

Sono rimasti fuori dal Gran Consiglio, che era l’obiettivo minimo. Però non demordono e rilanciano per le elezioni federali di ottobre.

Certo si aspettavano qualcosa in più di quel risicato 0,4% ricevuto dagli elettori per l’elezione del Gran Consiglio. Sono rimasti fuori con la ‘medaglia di cartone’: i più votati degli esclusi. Magra consolazione, ma Franco Marinotti , presidente dei Verdi liberali, non dispera. Anzi.

FM: «Non pensavo certo che avremmo conquistato quattro o cinque seggi. Magari uno sì. Ma va bene così, perché era pur sempre la prima volta».

AB: Non è che oggi sono tutti verdi e liberali, anche negli altri partiti?

FM: Questi valori, in Occidente, oggi non li contesta più nessuno…Sul liberalismo è così, non si discute. Sui temi ambientali, in verità, anche in questa circostanza abbiamo avuto dimostrazione che le promesse sono state tante e variegate, da tutti. Poi alla fine le cose rimarranno come sono. Per noi l’ambiente non è un tema da campagna elettorale, fa parte del nostro Dna. Come del resto il liberalismo. Io piuttosto girerei la frittata…

 

AB: La giri pure…

FM: Il vero problema, casomai, è che chiaramente il popolo ticinese ha deciso di non voler cambiare nulla. E non cambiare nulla significa continuare a dare mano libera ai partiti maggiori.

AB: Per quanto la Lega dei Ticinesi, con Zali, si è avvicinata ai vostri temi.

FM: Ma non c’è una visione. Non è stato fatto nulla! In generale, anche quando si parla del lavoro e dei frontalieri, occorre prendere atto che non sono problemi nati ieri. Mi viene in mente l’esempio delle Ferriere Cattaneo, azienda importante per il Canton Ticino che assume il 60 per cento di frontalieri. Il motivo? Senza questi ultimi, se ne vanno via; si trasferiscono nell’Est europeo. In questo campo non s’è fatto niente. Come per la mobilità e il territorio.

AB:Però i ticinesi non vogliono cambiare. Come si spiega a fronte di un disagio manifesto e diffuso?

FM: Perché si sono lasciati convincere da una campagna di marketing ben riuscita. Prenda la vicenda dei posteggi dei frontalieri a Mendrisio. Non sarà mica una soluzione per limitare il traffico motorizzato! Siamo convinti veramente che si risolvono così questi problemi? Però, va detto, l’hanno venduta bene e la gente ci ha creduto. Quella scelta tutt’al più è un inizio, ma il resto è fermo. Non c’è progettualità, manca la volontà di avere rapporti seri con Berna, con la Confederazione.

AB: Non crediamo, noi ticinesi, nei nostri mezzi?

FM: È proprio così. Ma viene spontanea anche una domanda: dov’erano tutti i partiti che oggi urlano contro la libera circolazione, il traffico caotico e via discorrendo? Non erano loro al governo? Questo mi lascia perplesso. Anzi, preoccupato a prescindere dal risultato elettorale del mio partito.

AB: Sta di fatto che altri argomenti non ‘bucano’ e soprattutto pochi hanno il coraggio di renderli pubblici. Come mai?

FM: Non voglio buttarla sul vittimismo, ma durante la campagna elettorale noi abbiamo avuto davvero poco spazio mediatico. A parte lodevoli eccezioni. Poi, certo, occorre essere presenti costantemente nel territorio. Anche se, me lo lasci dire, durante la campagna ho constatato nei media, come dire, una certa ‘pigrizia’… Dopodiché posso fare autocritica, dicendo che avremmo dovuto comunicare di più con i cittadini e pensare meno ai media. In ogni caso non considero disastroso il nostro risultato elettorale.

AB: E ora? Sarete in corsa anche per le elezioni federali?

FM: Certo, abbiamo già deciso che ci saremo. Faremo una lista.

AB: Con possibili congiunzioni?

FM: Stiamo valutando, ci stiamo pensando. Anche se è un po’ presto. In ogni caso senza preclusioni

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verdi liberali Ticino, come proseguire nel dopo voto ?

Quando si ha successo non ci si deve porre domande. Ma in caso di sconfitta le domande vengono subito a galla. Ed i verdi liberali quest’anno di sconfitte ne hanno dovute incassare. “Sono dunque necessarie correzioni d’impostazione ?” Probabilmente si, ma non di contenuti. Nessuna correzione di contenuti perché un partito deve avere idee chiare in quale direzione un paese deve svilupparsi per poi convincere la popolazione di conseguenza. E dunque non deve abbandonare queste idee semplicemente perché non sono più capaci di creare maggioranze.

“La politica non deve più ascoltare la popolazione?” Certo che si ! Ma questo è il compito dei governi e dei parlamenti, che devono rappresentarne gli interessi. I partiti per contro hanno il compito primario di portare avanti idee, concetti e posizioni. “Dunque testa bassa e avanti tutta come prima ?” Assolutamente no ! Un partito deve essere in grado di portare il suo messaggio alla gente, e su questo dobbiamo ancora crescere. Comunicare in modo più chiaro e semplice e focalizzare meglio i punti chiave. Per di più la politica e le competenze dei verdi liberali non si esplicano solo in termini di ecologia. Anche questo concetto dobbiamo mettere in modo più chiaro in evidenza.

Dunque c’è ancora molto su cui dobbiamo lavorare. Ma prima di tutto voglio far parte di un partito nel quale mi trovo bene ed a mio agio. Quanto grande e potente esso sia è per me secondario. Ed è proprio così che intendo fare politica, quella che meglio mi appartiene. E se per il tramite della stessa vengo eletto, questo è per me secondario.

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….ubi maior signor Ceschi !

 La Regione Ticino 16/04/2015  – IL DIBATTITO

di Franco Marinotti, presidente Verdi liberali Ticino, candidato CdS e Gc

Mi rendo conto che al giorno d’oggi ciò che maggiormente conta ai fini dell’audience per un programma televisivo quale esso sia è la componente spettacolo, e questo vieppiù a scapito dei contenuti proposti e della qualità degli stessi, ma tant’è. Non dovrebbero però seguire queste scelte mosse da strategie di carattere prettamente commerciale tutti quei programmi che hanno come destinazione finale quella di informare correttamente ed in modo obiettivo e neutrale lo spettatore in particolare su fatti che coinvolgono temi sensibili quali la società e la politica.

Ciò a maggior ragione se il palinsesto fa parte di una televisione di Stato.

La conduzione di questi programmi deve venir così concepita al fine di veicolare il messaggio che ne fuoriesce nel modo più diretto e coerente possibile con la fonte, e non sia frutto di manipolazioni, equivoci, distorsioni o giochi di regia di alcun genere.

Purtroppo lo spettacolo dell’altra sera su Rsi La2 a firma Ceschi/Herber non sembra essersi voluto adeguare a nessuno di questi criteri.

100 minuti trascorsi nell’assistere ad un inutile e poco edificante gioco al tiro a segno da parte dei conduttori abilmente orchestrato nell’intento di mettere qua e là in imbarazzo il politico, meglio se di un partito di nuova costituzione con domande che tutto avevano tranne lo scopo di far fuoruscire utili informazioni per lo spettatore/elettore.

E dunque la solita tecnica dell’interruzione, del saltare di palla in frasca, del ridicolizzare le risposte del non concedere la parola.

Un’opportunità sprecata anche quella di invitare al dibattito gli studenti e apprendisti, perché entro poco si è scoperto la gran parte di essi essere iscritti nelle liste della sinistra e a quei pochi presenti rimasti non facenti parti di liste partitiche la parola gli è stata data con il solito criterio di non dar il tempo di formulare la domanda e non occuparsi poi della risposta.

Se lo scopo così come comunicato doveva essere quello di dare l’ultima chance all’elettore di farsi un’idea il risultato è stato quello di creare confusione ed incertezza politica ai più.

Mi domando a che titolo e in base a quale specifico criterio/ regolamento di conduzione televisiva due conduttori possano prendersi in totale libertà la briga di scegliere nel bene e nel male come gestire l’informazione.

Non entro poi nel merito al “pasticcio” organizzativo sul numero degli invitati per lista al dibattito più volte modificato nel corso delle settimane senza dare né ragioni né tantomeno informare sui criteri delle scelte.

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Congelamento delle nuove misure collaterali ALC

Dalla padella alla brace: ovvero come farsi del male con il congelamento delle  misure di accompagnamento.

Oltre all’apparizione nei media di qualche isolata reazione dai soliti titoli altisonanti con attribuzione di colpe a destra e a sinistra senza probabilmente aver letto il rapporto in questione, non mi sembra di aver riscontrato quella chiarezza d’analisi e d’intenti necessaria per uscire dalle zone grigie e reimpostare un dibattito condiviso e risolutivo su come intervenire per anticipare gli effetti catastrofici di questa mancata applicazione in toto delle nuove e urgenti misure collaterali che sono l’unico rimedio per ora disponibile e attuabili contro dumping e sostituzione delle quali il Ticino ha urgentemente bisogno. Ho preso atto del rapporto che invece ho letto, che contiene le argomentazioni della procedura di consultazione relativa alla legge federale sull’ottimizzazione delle misure collaterali alla libera circolazione, sulla quale sono pervenute ben 72 prese di posizione tra Cantoni, partiti politici ed organizzazioni interessate Ticino compreso, che ne hanno scaturito questo risultato che conosciamo determinato da 40 posizioni contrarie e 30 a favore. Mi interrogo però sulla natura di questo esercizio e il grado di presa di coscienza delle parti coinvolte nel processo, e sulle cause ed effetti di tali posizioni peraltro non così marcatamente discostanti le una dalle altre. Ritengo dannoso per le gravi questioni legate all’occupazione del nostro Cantone il continuo perpetrare di tatticismi post 9 febbraio che trovano terreno fertile nell’ipocrisia partitica con evidenti fini di allontanamento sine die del dibattito sull’implementazione di misure risolutive nell’immediato. Un immobilismo sconcertante di parte della nostra classe politica a scapito delle sorti del Cantone e dei lavoratori, che cela un utilizzo sempre più strumentale di quei sentimenti sociali che hanno influenzato il voto del 9 febbraio senza avere ancora risposte chiare e definitive dopo un anno. Il Ticino è ora sempre più esasperato e lo spauracchio dell’isolazionismo difensivo con tutto ciò che esso comporta sembra essere per i più la sola via d’uscita. Dal male in peggio !

Franco Marinotti

Presidente Verdi liberali Ticino

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Intervista su ETC informa

Vi ripropongo un intervista pubblicata ieri sulla rivista online ETC informa.

Chi è Franco Marinotti nella vita di tutti i giorni ? (sposato, figli, hobby, interessi, sport, musica preferita, ecc.)

Due figlie una di 30 e una di 19 anni. Sono imprenditore nel campo informatico dopo una lunga carriera nell’ambito della finanza per grossi gruppi internazionali. Come hobby mi occupo di arte contemporanea  con alle spalle la gestione di una galleria d’arte e la direzione di un festival di film d’arte politica.

 

 Noi vorremmo in CdS anche persone di categorie diverse come ad esempio casalinghe o artigiani, impiegati e operai di fabbrica. Come fanno avvocati, liberi professionisti, studenti universitari o impiegati quadri dell’amministrazione cantonale di cercare di risolvere i problemi della gente comune, quando non ne sono confrontati loro stessi ?

FM: Non mi risulta ci siano preclusioni d’ accesso alle candidature per il CdS.  Ritengo comunque che un politico competente debba essere in grado di avvicinarsi in egual modo alle problematiche di tutti i cittadini senza distinzione.  Non penso dunque sia una condizione indispensabile per un Consigliere di Stato quella di appartenere ad una o all’altra categoria per comprenderne le necessità e dunque poterle rappresentare correttamente, quanto invece quella di appartenere ad un partito politico composto già da una pluralità rappresentativa.

 

Abbiamo il sospetto che oggi il candidato che riesce meglio a comunicare con i mezzi a disposizione, abbia maggiori possibilità di elezione, a prescindere dalle proprie qualità? come può il candidato della montagna entrare nel cuore degli elettori?

FM:  Certo, una campagna di successo necessita la disponibilità di risorse economiche di una certa rilevanza. Personalmente anche se non condivido in pieno i termini contenuti nella domanda, sono favorevole ad un sistema di finanziamento pubblico ai partiti limitato alle campagne  elettorali, con regole uguali per tutti.

 

Leggendo sul vostro sito si vedono i temi a voi cari, ma nessuna soluzione concreta. Non pensa che un candidato dovrebbe dire come intende, nel suo caso, trovare soluzioni economicamente vincenti, nel rispetto massimo dell’ambiente? Come sensibilizzare imprenditori a fare impresa compatibile con l’ambiente?

FM:  Immagino si riferisca alle nostre linee guida, ed in quanto tale non li definirei temi a noi cari, quanto obbiettivi essenziali  per il raggiungimento di un equilibrio ottimale tra quelli che riteniamo essere i tre elementi fondamentali dello sviluppo sostenibile:  l’ambiente, la società e l’economia. Obbiettivi  che intendiamo raggiungere in concreto di volta in volta con soluzioni pragmatiche e coerenti indipendenti da schemi politici.

 

Turismo: da vent’anni le cifre sono impietose verso il Ticino. Ora è cambiata l’organizzazione ma le persone rimangono. Una ricetta per il rilancio turistico e che in caso di elezione dovrà essere  un suo preciso impegno nel perseguire ! Non pensa che il fatto che molti comuni assumano addetti al turismo sia un segnale che gli enti locali del turismo non funzionano come dovrebbero?

FM: Il rilancio del turismo non può dipendere esclusivamente dalla riorganizzazione della struttura che peraltro mi sembra abbia cambiato solo nome lascaindo inalteratii i soliti regionalismi a scapito di una visione più allargata del Ticino con tutte le caratteristiche turistiche nel suo insieme. Occorre un rimodernamento e professionalizzazione del settore alberghiero, valorizzare il territorio come attrazione turistica ora deturpato da una eccssiva urbanizzazione disorganizzata e poco attraente.

 

Risponda con un si o un no senza commentare:

Tassa annuale per i cercatori di funghi non residenti?

FM: NO

Diminuire le tasse?

FM: NO
La scuola media un fallimento totale?

FM: NO

Diminuire i redditi al corpo insegnanti?

FM: NO

Trasporti pubblici gratuiti per giovani e AVS?

FM: SI

Cassa malati unica cantonale?

FM: SI

Prostituzione in aree definite?

FM: SI

Fede sportiva biancoblu?

FM: NO

Favorire la popolazione delle valli con aiuti mirati e concreti?

FM: SI

Finanziare a fondo perso (piccoli crediti) gli  artigiani indipendenti che si insediano nelle valli?

FM: SI

Non sarebbe grande intelligenza politica “departitizzare” tutte le associazioni para statali?FM: SI

Bisogna preferire i contenuti e le persone rispetto il privilegiare i partiti?

FM: NO

Giusto continuare a gettare soldi agli impianti invernali del Ticino sapendo ogni anno necessitano di sussidi statali per ricominciare l’anno dopo?

FM: NO

Sono d’accordo di finanziare con importanti risorse statali il fantascientifico stadio del ghiaccio della Valascia, penalizzando poi la socialità di gente che necessita aiuti minimi ma concreti?

FM: NO

La violenza negli stadi va combattuta severamente squalificando il club responsabile dal campionato, arrivando perfino alla relegazione in una categoria inferiore?

FM: SI

 

Perché la politica attira sempre meno persone. Urge un esame di coscienza da parte dei partiti oppure è la gente che semplicemente non si interessa? Chi fa parte dei Verdi Liberali è più verde o più liberale?

FM: Più che esame di coscienza penso i partiti debbano ridare importanza ai programmi ed ai contenuti dando meno enfasi allo scontro continuo. Per quanto concerne il nostro partito, siamo convinti che la promozione dei valori ecologici possano essere coniugati  nella difesa di un’economia liberale all’interno di uno Stato forte ma snello ed efficiente,  dunque siamo verdi e liberali in egual misura.

 

Perché non concedere un assegno mensile di frs 1800. per 6 anni  a tutte quelle donne che rimaste in cinta, abbandonano il mondo del lavoro per fare la mamma a tempo pieno (premesso che la famiglia abbia un reddito imponibile inferiore ai frs 70mila annui). Lei come si porrebbe di fronte a questa soluzione che porterebbe enormi vantaggi non solo alla sana crescita dei nostri figli ma anche al mondo del lavoro? 

FM:  Sono del parere che vadano rafforzate altre tipologie di offerte al fine di facilitare la conciliazione tra famiglia e lavoro, quali i dopo scuola, le mense scolastiche, sufficiente capienza degli asili nido, posti di lavoro a tempo parziale con orari flessibili, lavoro da casa anche per gli uomini.

 

Il Governo e l’economia non vogliono stilare una lista con le aziende che occupano solo personale locale e indigeno. Non pensa che tra alcuni parlamentari/imprenditori prevalga il proprio interesse personale anziché il bene comune.

FM: Ritengo sarebbe più appropriato ed efficace ragionare in termini più ampi mediante l’applicazione di meccanismi di sensibilizzazione ed accompagnamento quali la stesura di un “codice di condotta” che determini una serie mirata di criteri attuativi ai quali le aziende dovranno attenersi non solo per ricevere il “bollino” ma anche per mantenerlo nel tempo, che identificherà il livello di reputazione delle stesse.

 

Un asilo nido in parlamento per i figli dei parlamentari. Una vergogna nei confronti delle famiglie normali che non possono permettersi un asilo nido privato per i propri figli perché quelli statali sono pieni e il cantone/comune non vuole investire soldi per creare nuove strutture simili?

FM: Non  vedo la vergogna.  Mi rifaccio alla risposta data a una domanda precedente, altre tipologie di offerte vanno rafforzate al fine di facilitare la conciliazione tra famiglia e lavoro.

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