verdi liberali Ticino, come proseguire nel dopo voto ?

Quando si ha successo non ci si deve porre domande. Ma in caso di sconfitta le domande vengono subito a galla. Ed i verdi liberali quest’anno di sconfitte ne hanno dovute incassare. “Sono dunque necessarie correzioni d’impostazione ?” Probabilmente si, ma non di contenuti. Nessuna correzione di contenuti perché un partito deve avere idee chiare in quale direzione un paese deve svilupparsi per poi convincere la popolazione di conseguenza. E dunque non deve abbandonare queste idee semplicemente perché non sono più capaci di creare maggioranze.

“La politica non deve più ascoltare la popolazione?” Certo che si ! Ma questo è il compito dei governi e dei parlamenti, che devono rappresentarne gli interessi. I partiti per contro hanno il compito primario di portare avanti idee, concetti e posizioni. “Dunque testa bassa e avanti tutta come prima ?” Assolutamente no ! Un partito deve essere in grado di portare il suo messaggio alla gente, e su questo dobbiamo ancora crescere. Comunicare in modo più chiaro e semplice e focalizzare meglio i punti chiave. Per di più la politica e le competenze dei verdi liberali non si esplicano solo in termini di ecologia. Anche questo concetto dobbiamo mettere in modo più chiaro in evidenza.

Dunque c’è ancora molto su cui dobbiamo lavorare. Ma prima di tutto voglio far parte di un partito nel quale mi trovo bene ed a mio agio. Quanto grande e potente esso sia è per me secondario. Ed è proprio così che intendo fare politica, quella che meglio mi appartiene. E se per il tramite della stessa vengo eletto, questo è per me secondario.

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….ubi maior signor Ceschi !

 La Regione Ticino 16/04/2015  – IL DIBATTITO

di Franco Marinotti, presidente Verdi liberali Ticino, candidato CdS e Gc

Mi rendo conto che al giorno d’oggi ciò che maggiormente conta ai fini dell’audience per un programma televisivo quale esso sia è la componente spettacolo, e questo vieppiù a scapito dei contenuti proposti e della qualità degli stessi, ma tant’è. Non dovrebbero però seguire queste scelte mosse da strategie di carattere prettamente commerciale tutti quei programmi che hanno come destinazione finale quella di informare correttamente ed in modo obiettivo e neutrale lo spettatore in particolare su fatti che coinvolgono temi sensibili quali la società e la politica.

Ciò a maggior ragione se il palinsesto fa parte di una televisione di Stato.

La conduzione di questi programmi deve venir così concepita al fine di veicolare il messaggio che ne fuoriesce nel modo più diretto e coerente possibile con la fonte, e non sia frutto di manipolazioni, equivoci, distorsioni o giochi di regia di alcun genere.

Purtroppo lo spettacolo dell’altra sera su Rsi La2 a firma Ceschi/Herber non sembra essersi voluto adeguare a nessuno di questi criteri.

100 minuti trascorsi nell’assistere ad un inutile e poco edificante gioco al tiro a segno da parte dei conduttori abilmente orchestrato nell’intento di mettere qua e là in imbarazzo il politico, meglio se di un partito di nuova costituzione con domande che tutto avevano tranne lo scopo di far fuoruscire utili informazioni per lo spettatore/elettore.

E dunque la solita tecnica dell’interruzione, del saltare di palla in frasca, del ridicolizzare le risposte del non concedere la parola.

Un’opportunità sprecata anche quella di invitare al dibattito gli studenti e apprendisti, perché entro poco si è scoperto la gran parte di essi essere iscritti nelle liste della sinistra e a quei pochi presenti rimasti non facenti parti di liste partitiche la parola gli è stata data con il solito criterio di non dar il tempo di formulare la domanda e non occuparsi poi della risposta.

Se lo scopo così come comunicato doveva essere quello di dare l’ultima chance all’elettore di farsi un’idea il risultato è stato quello di creare confusione ed incertezza politica ai più.

Mi domando a che titolo e in base a quale specifico criterio/ regolamento di conduzione televisiva due conduttori possano prendersi in totale libertà la briga di scegliere nel bene e nel male come gestire l’informazione.

Non entro poi nel merito al “pasticcio” organizzativo sul numero degli invitati per lista al dibattito più volte modificato nel corso delle settimane senza dare né ragioni né tantomeno informare sui criteri delle scelte.

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Congelamento delle nuove misure collaterali ALC

Dalla padella alla brace: ovvero come farsi del male con il congelamento delle  misure di accompagnamento.

Oltre all’apparizione nei media di qualche isolata reazione dai soliti titoli altisonanti con attribuzione di colpe a destra e a sinistra senza probabilmente aver letto il rapporto in questione, non mi sembra di aver riscontrato quella chiarezza d’analisi e d’intenti necessaria per uscire dalle zone grigie e reimpostare un dibattito condiviso e risolutivo su come intervenire per anticipare gli effetti catastrofici di questa mancata applicazione in toto delle nuove e urgenti misure collaterali che sono l’unico rimedio per ora disponibile e attuabili contro dumping e sostituzione delle quali il Ticino ha urgentemente bisogno. Ho preso atto del rapporto che invece ho letto, che contiene le argomentazioni della procedura di consultazione relativa alla legge federale sull’ottimizzazione delle misure collaterali alla libera circolazione, sulla quale sono pervenute ben 72 prese di posizione tra Cantoni, partiti politici ed organizzazioni interessate Ticino compreso, che ne hanno scaturito questo risultato che conosciamo determinato da 40 posizioni contrarie e 30 a favore. Mi interrogo però sulla natura di questo esercizio e il grado di presa di coscienza delle parti coinvolte nel processo, e sulle cause ed effetti di tali posizioni peraltro non così marcatamente discostanti le una dalle altre. Ritengo dannoso per le gravi questioni legate all’occupazione del nostro Cantone il continuo perpetrare di tatticismi post 9 febbraio che trovano terreno fertile nell’ipocrisia partitica con evidenti fini di allontanamento sine die del dibattito sull’implementazione di misure risolutive nell’immediato. Un immobilismo sconcertante di parte della nostra classe politica a scapito delle sorti del Cantone e dei lavoratori, che cela un utilizzo sempre più strumentale di quei sentimenti sociali che hanno influenzato il voto del 9 febbraio senza avere ancora risposte chiare e definitive dopo un anno. Il Ticino è ora sempre più esasperato e lo spauracchio dell’isolazionismo difensivo con tutto ciò che esso comporta sembra essere per i più la sola via d’uscita. Dal male in peggio !

Franco Marinotti

Presidente Verdi liberali Ticino

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Intervista su ETC informa

Vi ripropongo un intervista pubblicata ieri sulla rivista online ETC informa.

Chi è Franco Marinotti nella vita di tutti i giorni ? (sposato, figli, hobby, interessi, sport, musica preferita, ecc.)

Due figlie una di 30 e una di 19 anni. Sono imprenditore nel campo informatico dopo una lunga carriera nell’ambito della finanza per grossi gruppi internazionali. Come hobby mi occupo di arte contemporanea  con alle spalle la gestione di una galleria d’arte e la direzione di un festival di film d’arte politica.

 

 Noi vorremmo in CdS anche persone di categorie diverse come ad esempio casalinghe o artigiani, impiegati e operai di fabbrica. Come fanno avvocati, liberi professionisti, studenti universitari o impiegati quadri dell’amministrazione cantonale di cercare di risolvere i problemi della gente comune, quando non ne sono confrontati loro stessi ?

FM: Non mi risulta ci siano preclusioni d’ accesso alle candidature per il CdS.  Ritengo comunque che un politico competente debba essere in grado di avvicinarsi in egual modo alle problematiche di tutti i cittadini senza distinzione.  Non penso dunque sia una condizione indispensabile per un Consigliere di Stato quella di appartenere ad una o all’altra categoria per comprenderne le necessità e dunque poterle rappresentare correttamente, quanto invece quella di appartenere ad un partito politico composto già da una pluralità rappresentativa.

 

Abbiamo il sospetto che oggi il candidato che riesce meglio a comunicare con i mezzi a disposizione, abbia maggiori possibilità di elezione, a prescindere dalle proprie qualità? come può il candidato della montagna entrare nel cuore degli elettori?

FM:  Certo, una campagna di successo necessita la disponibilità di risorse economiche di una certa rilevanza. Personalmente anche se non condivido in pieno i termini contenuti nella domanda, sono favorevole ad un sistema di finanziamento pubblico ai partiti limitato alle campagne  elettorali, con regole uguali per tutti.

 

Leggendo sul vostro sito si vedono i temi a voi cari, ma nessuna soluzione concreta. Non pensa che un candidato dovrebbe dire come intende, nel suo caso, trovare soluzioni economicamente vincenti, nel rispetto massimo dell’ambiente? Come sensibilizzare imprenditori a fare impresa compatibile con l’ambiente?

FM:  Immagino si riferisca alle nostre linee guida, ed in quanto tale non li definirei temi a noi cari, quanto obbiettivi essenziali  per il raggiungimento di un equilibrio ottimale tra quelli che riteniamo essere i tre elementi fondamentali dello sviluppo sostenibile:  l’ambiente, la società e l’economia. Obbiettivi  che intendiamo raggiungere in concreto di volta in volta con soluzioni pragmatiche e coerenti indipendenti da schemi politici.

 

Turismo: da vent’anni le cifre sono impietose verso il Ticino. Ora è cambiata l’organizzazione ma le persone rimangono. Una ricetta per il rilancio turistico e che in caso di elezione dovrà essere  un suo preciso impegno nel perseguire ! Non pensa che il fatto che molti comuni assumano addetti al turismo sia un segnale che gli enti locali del turismo non funzionano come dovrebbero?

FM: Il rilancio del turismo non può dipendere esclusivamente dalla riorganizzazione della struttura che peraltro mi sembra abbia cambiato solo nome lascaindo inalteratii i soliti regionalismi a scapito di una visione più allargata del Ticino con tutte le caratteristiche turistiche nel suo insieme. Occorre un rimodernamento e professionalizzazione del settore alberghiero, valorizzare il territorio come attrazione turistica ora deturpato da una eccssiva urbanizzazione disorganizzata e poco attraente.

 

Risponda con un si o un no senza commentare:

Tassa annuale per i cercatori di funghi non residenti?

FM: NO

Diminuire le tasse?

FM: NO
La scuola media un fallimento totale?

FM: NO

Diminuire i redditi al corpo insegnanti?

FM: NO

Trasporti pubblici gratuiti per giovani e AVS?

FM: SI

Cassa malati unica cantonale?

FM: SI

Prostituzione in aree definite?

FM: SI

Fede sportiva biancoblu?

FM: NO

Favorire la popolazione delle valli con aiuti mirati e concreti?

FM: SI

Finanziare a fondo perso (piccoli crediti) gli  artigiani indipendenti che si insediano nelle valli?

FM: SI

Non sarebbe grande intelligenza politica “departitizzare” tutte le associazioni para statali?FM: SI

Bisogna preferire i contenuti e le persone rispetto il privilegiare i partiti?

FM: NO

Giusto continuare a gettare soldi agli impianti invernali del Ticino sapendo ogni anno necessitano di sussidi statali per ricominciare l’anno dopo?

FM: NO

Sono d’accordo di finanziare con importanti risorse statali il fantascientifico stadio del ghiaccio della Valascia, penalizzando poi la socialità di gente che necessita aiuti minimi ma concreti?

FM: NO

La violenza negli stadi va combattuta severamente squalificando il club responsabile dal campionato, arrivando perfino alla relegazione in una categoria inferiore?

FM: SI

 

Perché la politica attira sempre meno persone. Urge un esame di coscienza da parte dei partiti oppure è la gente che semplicemente non si interessa? Chi fa parte dei Verdi Liberali è più verde o più liberale?

FM: Più che esame di coscienza penso i partiti debbano ridare importanza ai programmi ed ai contenuti dando meno enfasi allo scontro continuo. Per quanto concerne il nostro partito, siamo convinti che la promozione dei valori ecologici possano essere coniugati  nella difesa di un’economia liberale all’interno di uno Stato forte ma snello ed efficiente,  dunque siamo verdi e liberali in egual misura.

 

Perché non concedere un assegno mensile di frs 1800. per 6 anni  a tutte quelle donne che rimaste in cinta, abbandonano il mondo del lavoro per fare la mamma a tempo pieno (premesso che la famiglia abbia un reddito imponibile inferiore ai frs 70mila annui). Lei come si porrebbe di fronte a questa soluzione che porterebbe enormi vantaggi non solo alla sana crescita dei nostri figli ma anche al mondo del lavoro? 

FM:  Sono del parere che vadano rafforzate altre tipologie di offerte al fine di facilitare la conciliazione tra famiglia e lavoro, quali i dopo scuola, le mense scolastiche, sufficiente capienza degli asili nido, posti di lavoro a tempo parziale con orari flessibili, lavoro da casa anche per gli uomini.

 

Il Governo e l’economia non vogliono stilare una lista con le aziende che occupano solo personale locale e indigeno. Non pensa che tra alcuni parlamentari/imprenditori prevalga il proprio interesse personale anziché il bene comune.

FM: Ritengo sarebbe più appropriato ed efficace ragionare in termini più ampi mediante l’applicazione di meccanismi di sensibilizzazione ed accompagnamento quali la stesura di un “codice di condotta” che determini una serie mirata di criteri attuativi ai quali le aziende dovranno attenersi non solo per ricevere il “bollino” ma anche per mantenerlo nel tempo, che identificherà il livello di reputazione delle stesse.

 

Un asilo nido in parlamento per i figli dei parlamentari. Una vergogna nei confronti delle famiglie normali che non possono permettersi un asilo nido privato per i propri figli perché quelli statali sono pieni e il cantone/comune non vuole investire soldi per creare nuove strutture simili?

FM: Non  vedo la vergogna.  Mi rifaccio alla risposta data a una domanda precedente, altre tipologie di offerte vanno rafforzate al fine di facilitare la conciliazione tra famiglia e lavoro.

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